Nelle riprotesizzazioni totali di ginocchio, i chirurghi dovrebbero considerare l’utilizzo della dose minima efficace e l’applicazione del protocollo di somministrazione di acido tranexamico (Txa) meno costoso: nonostante il maggior rischio di perdita di sangue negli interventi di revisione, diversi regimi di somministrazione di Txa hanno dimostrato di essere ugualmente efficaci.
Sono le conclusioni di uno studio, condotto da un team del dipartimento di Chirurgia ortopedica della Rush University di Chicago, che ha ricevuto quest’anno il Mark Coventry Award, riconoscimento istituito dalla Knee Society degli Stati Uniti.
L’intervento di riprotesizzazione totale del ginocchio è una procedura complessa e si può associare a perdite ematiche perioperatorie consistenti, che i chirurghi cercano di controllare, per minimizzare l’anemizzazione perioperatoria e quindi ridurre il rischio trasfusionale. In questo contesto, l’acido tranexamico, un antifibrinolitico sintetico, è stato ampiamente utilizzato per limitare il sanguinamento: sicuro ed efficace, ha sostanzialmente cambiato la strategia per la gestione del sangue negli interventi di protesi articolare.
Secondo la letteratura, nella chirurgia primaria di ginocchio, somministrare una dose preoperatoria e una intraoperatoria di Txa per via endovenosa permette di ottenere risparmi di sangue superiori rispetto a una dose singola. Inoltre, altri studi indicano che la combinazione della somministrazione in vena e dell’applicazione topica riduce maggiormente il rischio di perdita di sangue rispetto al solo utilizzo topico.
Sulla base di queste evidenze, i ricercatori di Chicago hanno pensato che strategie simili di dosaggio ripetuto e di regimi combinati potrebbero essere utili per ridurre la perdita di sangue e il rischio di trasfusione dopo gli interventi di revisione. Allo scopo di verificare questa ipotesi, hanno realizzato uno studio multicentrico, in cui 233 interventi di riprotesizzazione totale di ginocchio sono stati randomizzati per applicare quattro regimi diversi: nel primo è stato somministrato 1g di Txa per via endovenosa prima dell’incisione cutanea; nel secondo, una doppia dose di 1g per via endovenosa, prima dell’incisione cutanea e al momento della chiusura della ferita; nel terzo si è ricorsi a una combinazione di 1g di Txa per via endovenosa somministrato prima dell’incisione cutanea e di 1g ad applicazione topica intraoperatoria; infine, nel quarto gruppo, sono state fornite tre dosi di 1950 mg di Txa ad assunzione orale, due ore prima dell’intervento, sei ore dopo, e la mattina successiva. La randomizzazione è stata eseguita in base al tipo di procedura di revisione, in modo da garantire una distribuzione equivalente tra i gruppi.
Dopo aver eliminato, per diverse ragioni, alcuni pazienti dall’analisi, ne sono rimasti 186: una base statistica sufficiente per verificare che non c’è stata nessuna differenza significativa nella riduzione dell’emoglobina tra i trattamenti (2,8 g/dl per la dose singola, 2,6 per la doppia, 2,6 per la combinazione di somministrazione IV e topica, 2,9 per il Txa orale). Allo stesso modo, le differenze in termini di perdita di sangue calcolata e di frequenza delle trasfusioni non hanno raggiunto una significatività statistica.
«La sostanziale equivalenza nei dosaggi sperimentati – sostengono gli autori dello studio – offre ai chirurghi l’opportunità di utilizzare il regime più adatto ai propri pazienti».
Renato Torlaschi
Giornalista Tabloid di Ortopedia
Fillingham YA, Darrith B, Calkins TE, Abdel MP, Malkani AL, Schwarzkopf R, Padgett DE, Culvern C, Sershon RA, Bini S, Della Valle CJ; Hip Society Research Group. 2019 Mark Coventry Award: a multicentre randomized clinical trial of tranexamic acid in revision total knee arthroplasty: does the dosing regimen matter? Bone Joint J. 2019 Jul;101-B(7_Supple_C):10-16.








