In caso di frattura, sono gli acidi grassi presenti nel sangue che segnalano alle cellule staminali di svilupparsi nelle cellule che costituiscono le ossa. Se in prossimità della frattura non ci sono vasi sanguigni, le cellule staminali finiscono invece per formare cartilagine.
Questi risultati, pubblicati su Nature, sono il frutto di uno studio di ricercatori delle università di Lovanio, in Belgio, e di Harvard, negli Stati Uniti: la loro scoperta che certi specifici nutrienti influenzano direttamente lo sviluppo delle cellule staminali apre nuove vie per la ricerca.
«Che la presenza di vasi sanguigni giocasse un ruolo era già la nostra ipotesi iniziale – ha dichiarato il primo autore, il bioingegnere belga Nick van Gastel –. Nonostante ciò che pensano molte persone, le nostre ossa sono piene di vasi sanguigni, mentre la cartilagine non ne ha. Questo nuovo studio su modello animale ha confermato l’ipotesi del team: quando i vasi sanguigni che circondano una frattura vengono bloccati, si forma cartilagine. Quando non lo sono, si crea immediatamente nuovo osso».
In una seconda fase dello studio, i ricercatori hanno cercato di scoprire quale segnale inviano effettivamente i vasi sanguigni per far evolvere le cellule progenitrici in una cellula ossea o cartilaginea. «Una nostra ricerca precedente aveva già dimostrato che i nutrienti svolgono un ruolo nella biologia delle cellule progenitrici – ha spiega Geert Carmeliet, professore di endocrinologia clinica e sperimentale presso l’Università di Lovanio –. Nello studio attuale, il team ha testato come la presenza di diversi nutrienti influenza il destino di queste cellule indifferenziate. E i risultati dimostrano che gli acidi grassi presenti nel sangue sono i nutrienti che indicano alle cellule progenitrici di formare nuovo osso». Se invece non ci sono acidi grassi nelle vicinanze, le cellule staminali attivano il gene SOX9, che svolge un ruolo importante nello sviluppo scheletrico: è il segnale per le staminali di svilupparsi in cellule di cartilagine.
Lo studio, il primo a dimostrare che specifici nutrienti influenzano direttamente lo sviluppo delle staminali, potrà avere un impatto in molte aree, a partire dalla medicina rigenerativa, fino alla ricerca sui disturbi della cartilagine, come l’artrosi.
Giampiero Pilat
Giornalista Tabloid di Ortopedia









