Uno studio americano fa intravedere una nuova possibilità per combattere una delle principali complicazioni postoperatorie che tuttora caratterizzano la chirurgia protesica articolare: le infezioni ossee.
La più seria delle infezioni è quella periprotesica, che per essere combattuta può richiedere un iter delicato di interventi: rimozione della protesi, asportazione del tessuto molle infetto e resezione dell’osso, applicazione di spaziatori in cemento antibiotato, somministrazione prolungata di antibiotici per via sistemica e infine il reimpianto. L’infezione si sviluppa con maggiore frequenza nei casi di revisione e sono stati fatti diversi tentativi per ridurre al minimo questa eventualità. L’idea di base è stata quella di applicare antibiotici in dosi elevate in corrispondenza dell’interfaccia osso-impianto. Tuttavia i risultati sono stati inizialmente modesti perché è difficile evitare un rapido e incontrollato rilascio dell’antibiotico e perché lo stesso dispositivo caricato di farmaco può diventare un sito favorevole per una successiva colonizzazione batterica. Si è individuato un meccanismo utile per il rilascio di farmaci nella tecnica sol-gel, che permette la fabbricazione di materiali della forma desiderata a partire da precursori in fase liquida.
Gli autori dello studio hanno allora deciso di testare un sol-gel contenente antibiotici per verificarne l’efficacia contro l’osteomielite in un modello animale. La scelta è caduta sulla vancomicina per la nota capacità di trattare l’infezione ossea e per la sua attività contro i diplococchi gram-positivi, tra cui lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina. Il sol-gel è stato depositato su supporti in lega di titanio impiantati in femori di topi di laboratorio infettati. Per simulare la condizione post-chirurgica, i batteri Staphylococcus aureus sono stati iniettati nella cavità intramidollare contemporaneamente all’inserimento dei supporti di titanio. Si sono utilizzate quantità elevate di batteri e non ci si attendeva un completo eradicamento dell’infezione: il loro abbattimento è stato comunque notevole e superiore alle aspettative.
All’esame radiologico, nelle cavie inserite nel gruppo di controllo si è notata un’estesa degradazione dell’osso, ascessi e un’ampia reazione periostale, mentre in quelle trattate i segni di infezione sono risultati minimi.
La vancomicina applicata in sol-gel su supporti in lega di titanio si è mostrata dunque in grado di contrastare e diminuire l’infezione periprotesica e si candida per rappresentare un approccio innovativo da utilizzare negli interventi di chirurgia protesica articolare.
Adams CS, Antoci V Jr, Harrison G, Patal P, Freeman TA, Shapiro IM, Parvizi J, Hickok NJ, Radin S, Ducheyne P. Controlled release of vancomycin from thin sol-gel films on implant surfaces successfully controls osteomyelitis. J Orthop Res 2009 Jun;27(6):701-9.








